TEMA
La preminenza che in questo periodo l'informazione e la cultura popolare danno ai temi legati alla salute ci fa capire che il corpo umano e il suo benessere sono, oggi più di ieri, al centro delle preoccupazioni della società contemporanea.
La cultura ambientale ha sensibilizzato le popolazioni sulla necessità di vivere in luoghi sani e di adottare stili di vita adeguati per evitare di incorrere in patologie più o meno gravi. La salute, la prevenzione, la fortificazione e la difesa del corpo diventano quindi un'ossessione che investe il discorso sociale e politico, ma che sempre di più riguarda anche la conformazione dello spazio urbano e l'architettura, essendo le città l'habitat in cui si concentra la maggior parte della popolazione mondiale. Inoltre, come è noto, curare le malattie, soprattutto quelle che tendono a cronicizzarsi, ha un costo elevato per la sanità pubblica e l'introduzione di costumi alternativi contribuisce a ridurre la spesa del welfare, importante razionalizzazione da effettuare soprattutto in epoca di crisi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l'importanza dell'attività fisica esercitata quotidianamente per garantire la salute degli esseri umani e ha definito il fenomeno dell'obesità come «una delle maggiori sfide per la salute pubblica nel XXI secolo», introducendo il parametro dei 5.000 passi ogni giorno (ovvero una passeggiata di circa 3 km), come obiettivo che aiuta a mantenersi in salute e a dimezzare il rischio di morte (600.000 decessi all’anno in Europa derivano da vita sedentaria). Sono quindi necessarie azioni che permettano di introdurre negli spostamenti quotidiani della popolazione il movimento, senza che questo diventi un particolare sforzo da compiere nella routine giornaliera.
Muovendo da queste considerazioni che mettono in relazione transdisciplinarmente la salute dei cittadini e la forma urbana, il progetto di ricerca si è proposto di studiare come rendere le città più vivibili e come fare in modo di incentivare l'attività fisica nella vita quotidiana dei cittadini.

SVILUPPO DELLA RICERCA
L'attività di ricerca si è concentrata dunque sul rapporto tra “movimento urbano” e “salute” e sull'individuazione degli interventi da compiere negli spazi urbani in funzione dell'incentivazione del “movimento” cosiddetto “dolce” per conseguire benefici significativi sotto il profilo della salute e più in generale del benessere. 

1. La prima parte del lavoro si è concentrata sulla raccolta di Politiche urbane e buone pratiche a livello internazionale in modo da comporre uno stato dell’arte aggiornato. Tra gli altri sono stati presi in esame i casi di New York che ha adottato, con il sindaco Bloomberg, innovative linee-guida, mirate a promuovere l'attività fisica e la salute nel design; Parigi che ha lanciato lo slogan “Manger/Bouger”, le iniziative del Governo Canadese (cfr. “Carta di Toronto” per l’attività fisica, 2010) con particolare riferimento al caso di Montreal. 

Altre Buone Pratiche
- Green Connections a San Francisco 
- Walk [Your City] a Raleigh, North Carolina 
- Play Streets, New York
- Portland’s 100th Bike Corrals, Portland
- The Metamorphosis of NYC Streets - Time's square, New York 
- FanWalk, Cape Town
- Sønder Boulevard, Copenhagen 
- Cycle Super Highways, Danimarca
- Magic Blocks, Bucharest
- Plaza del Pueblo Gallego, Vigo
- Exhibition Road, London
- Superkilen, Copenhagen
- Largo do Machado Square, Rio de Janeiro

2. La seconda fase si è concentrata sulla definizione di una strategia di riqualificazione della città esistente basata sui principi dedotti dalle scienze mediche e da esperienze urbane già realizzate. Sono stati raccolti dati generali riguardanti i benefici per la salute umana se si conduce una vita attiva. In sintesi e a titolo esemplificativo:

Dati

- Salire a piedi per l’equivalente di 20 piani alla settimana diminuisce il rischio di morte del 20%
- La popolazione che abita in città con marciapiedi sulla maggior parte delle strade è per il 47% più propensa a intraprendere una vita attiva moderata per almeno 5 giorni a settimana e 30 minuti al giorno.
- Chi usa il trasporto pubblico è attivo per almeno 30 minuti al giorno.
- Chi abita in comunità multifunzionali e vivibili a confronto di chi abita in centri dipendenti dall’uso dell’automobile gode di un miglioramento medio dell’attività fisica di oltre il 160%.
- Centri urbani multifunzionali sono associati ad una riduzione del 12% di obesità.
- Camminare comporta un risparmio pari a circa 700,00 € l’anno calcolato tra spese per il carburante e per la sanità pubblica

Strategie urbane per una vita attiva

1. Incrementare aree pedonali e piste ciclabili per la mobilità quotidiana 
2. Incentivare quartieri multiuso e reti di connessione dei sistemi urbani 
3. Realizzare assi urbani attrezzati come spina dorsale di un sistema che poi si ramifica
4. Aumentare il trasporto pubblico urbano e creare nodi di interscambio della mobilità (Nodi di scambio tra trasporti pubblici, privati e mobilità dolce)
5. Aumentare alberature e vegetazione
6. Valorizzare gli spazi aperti non solo per il tempo libero ma anche per l’uso quotidiano
7. Aumentare le funzioni sportive e ricreative all’aperto
8. Progettare palestre all’aperto dedicate a specifiche fasce d’età
9. Valorizzare percorsi ricreativi (ping pong, dama e gioco a carte su tavoli fissi, ecc.)
10. Creare sinergie tra spazi aperti pubblici e privati
11. Creare una comunicazione che incentivi la vita attiva (segnaletica, pubblicità, programmi educativi)
12. Play Streets (spazi gioco temporanei)
13. Orti urbani 

3. La terza fase, di carattere sperimentale ha preso in esame il caso studio della città di Roma. Sono stati raccolti dati campione nelle scuole riguardanti lo stile di vita della popolazione locale e sono stati studiati rapporti della Regione Lazio riguardanti la salute dei cittadini. 
La ricerca ha inoltre individuato, in chiave propositiva, strategie di trasformazione alla scala metropolitana e urbana nella città di Roma al fine di proporre una sperimentazioni concreta alla scala locale, per incentivare nella popolazione il movimento in generale e, in particolare, gli spostamenti a piedi o in bicicletta nella città.
Sono infatti emersi dati particolarmente significativi e problematici. Roma è una città scarsamente dotata di infrastrutture pubbliche efficienti per il trasporto metropolitano: solo 37 km di metropolitana, una rete di tram e autobus prevalentemente su strade aperte al traffico veicolare privato. Ne consegue che su 5 milioni di spostamenti quotidiani il 67% avviene su mezzo privato. 
A partire da queste constatazioni è stato elaborato, in accordo con l'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Roma, un quadro strategico di riferimento incentrato sui nodi della mobilità pubblica, che ha individuato 7 ambiti significativi sui quali intervenire per migliorare le prestazioni generali del sistema. 
Tra questi 7 luoghi è stato studiato nel dettaglio una primo nodo particolarmente interessante - in corrispondenza della fermata della metro di “Teano” - sulla linea C della metropolitana, in una zona periurbana tra il quartiere Pigneto e il quartiere Centocelle.

La sperimentazione basata su un rilievo/censimento delle criticità e problematicità riferite al tema specifico della mobilità, tenendo conto delle opportunità offerte dall’ambito di riferimento, ha prodotto proposte progettuali di riqualificazione urbana a basso costo, perseguendo l’obiettivo di rendere appetibile per un’utenza allargata la mobilità pedonale e ciclabile e l’uso del mezzo pubblico. Il progetto mette a sistema risorse esistenti in prossimità delle numerose scuole, della fermata della metro e di una serie di aree verdi abbandonate. Si prevede la riqualificazione dei percorsi che connettono casali e aree archeologiche, la realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali, l’allestimento di aree attrezzate per la vita attiva all’aperto: palestre per anziani, aree gioco per bambini, aree sportive, aree per la sosta e la connessione in rete, aree per lo spettacolo di strada e la street art.
Il nodo preso in esame ha contribuito a mettere a punto una strategia metodologica generale che si ritiene possa essere utilizzata efficacemente con risultati di sicuro interesse in altre situazioni specifiche. In particolare si sta sperimentando la strategia utilizzata per la riqualificazione del Nodo Cipro nel 1° Municipio, anche in rapporto alle trasformazioni urbane in vista del prossimo Giubileo.