Il Laboratorio Venezia mette a confronto due realtà urbane molto diverse  appartenenti allo stesso territorio comunale: la Venezia insulare del centro storico e l’abitato di Marghera.

La prima è la città nota in tutto il mondo, conformata dall’acqua della Laguna, dove le diverse attività richiedono in gran parte lo spostarsi a piedi, in un paesaggio urbano storico di grande bellezza e incalcolabile valore.

La seconda è la parte della città di terraferma nata negli anni ‘20 del secolo scorso alle spalle di Porto Marghera, oggi confinata lungo il suo perimetro da infrastrutture di trasporto viario e ferroviario, da aree della grande distribuzione e da zone industriali. Un quartiere progettato sul modello della città giardino, inteso a promuovere stili di vita urbana più salubri rispetto a quelli della città compatta.

In mappa le due aree urbane di interesse sono inscrivibili in cerchi del diametro di 3 km, approssimativamente pari a quei 5000 passi che una vita attiva dovrebbe assumere come impegno quotidiano per contrastare alcune malattie croniche non trasmissibili.

A partire dai raffronti che prendono in esame lo “stato di salute” della città, nell’articolazione e nei caratteri sistemici costituiti da strade vitali, oasi urbane e soglie abitate, la ricerca sviluppa una strategia per la riqualificazione di Marghera, con l’obiettivo di alimentare stili di vita attivi e curare la città attraverso una articolata infrastrutturazione green.

La ricerca di inclusivitá, interazione, oltre che di sostenibilità ambientale, alimenta il progetto per migliorare il benessere urbano coinvolgendo il sistema della mobilità ciclo-pedonale, la permeabilità degli spazi di margine e la qualificazione dei luoghi di condivisione con vari servizi, aree per il tempo libero e per le attività sportive. Si individuano così e si configurano nuovi percorsi inanellati da luoghi urbani che trasformano recinti e confini in soglie abitate, fino a trovare un fronte sull’acqua integrato nel paesaggio.

In tal senso si definisce l’articolarsi di spazi e dispositivi architettonici per la qualificazione di una  percorribilità ciclopedonale dell’intero centro urbano e delle aree di margine. Un sistema di luoghi che si costruisce ridisegnando i suoli secondo specifiche necessitá ecologiche, per valorizzare Marghera come parte nevralgica della città-paesaggio.